Martedì 16 Gennaio 2007

ROMANO PRODI, O DELL’UMILTA’

  L’onorevole Romano Prodi non si è mai distinto per una particolare forma di umiltà, ed ha sempre dichiarato di voler fare le cose in grande. Salvo poi non esserci mai riuscito. Ultimamente, a seguito della esecuzione di Saddam e di due suoi stretti sicari, ha più volte manifestato la sua convinta ed assoluta contrarietà alla pena di morte, ciò che è evidentemente del tutto comprensibile e lecito. Naturalmente, nel desiderio di fare qualcosa di notevole ed importante, il Nostro si è fatto promotore di una richiesta all’ONU perché venga decisa una moratoria “universale” nei confronti di tale disumana pratica.  Quello che ci ha colpito non è stata la richiesta, ma la proposta che tale provvedimento abbia valore “universale”: è cosa abbastanza nota che l’universo è alquanto esteso, e non risulta che fra i compiti ed i poteri dell’ONU ci sia anche quello di occuparsi di questioni extraterrestri e di estendere il valore delle proprie decisioni anche agli abitanti di altri mondi, ammesso che ce ne siano. Forse, data la forte personalità del Nostro e l’ampiezza delle sue vedute, l’espressione valore “mondiale” o più semplicemente valore “per tutti i membri dell’organizzazione” sarebbe sembrata troppo limitativa e quindi atta ad ingenerare l’impressione che i suoi orizzonti non fossero abbastanza vasti.   Sempre a proposito della prosopopea del suddetto personaggio, proprio ieri, nel corso di un incontro a Lubiana per celebrare l’entrata della Slovenia nel club dell’euro, il Commissario Almunia si è permesso di ricordare a Prodi la necessità, riconosciuta da tutta l’Unione, che l’Italia riveda radicalmente il proprio sistema previdenziale, al fine di evitare grossi guai in un prossimo avvenire. La risposta del Nostro è stata a dir poco lapidaria: “so quello che devo fare”. Personalmente crediamo che un po’ più di diplomazia, tipo “la questione è nel nostro programma, dateci tempo” ecc. sarebbe stata più adatta. Purtroppo invece il Nostro, come è sua abitudine, ha voluto mettere in evidenza il fatto che Lui sa tutto e non è disposto a ricevere sollecitazioni da nessuno.  Si dà poi il caso che può darsi che egli sappia quello che deve fare – ne dubitiamo, perché chi decide tutto nel governo sono gli estremisti di sinistra con i quali, sia pur a malincuore, non vuole essere annoverato – ma sfortunatamente non basta sapere quello che si deve fare, occorre farlo, e su questo non si è affatto sbilanciato: del resto, finora ha dimostrato di saper solo fare danni, e forse non era il caso di farlo notare al Commissario, che si è permesso di ricordargli il pensiero della Commissione in merito all’andamento della politica economica del governo.  

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Mercoledì 18 Ottobre 2006

POLITICA E INTERESSI

"Le rivoluzioni sono figlie di idee e sentimenti prima che di interessi" lo scriveva de Gasperi un po' di anni fa e ormai nesssuno più se lo ricorda.

Viviamo in un nuovo periodo, dove tutto, ma la politica in particolare, campa e si muove solo sulla base di interessi. Personali naturalmente. Ma ciò che rende questo ancor peggio sono 2 cose: il pedaggio da pagare e l'ipocrisia dietro la quale si celano queste azioni. Tutto sempre fatto in nome del bene del paese, del bene altrui, del bene dei poveri (com'è di moda questa frase oggi giorno e con questo governo!). Non parliamo poi di quando si giustifica qualunque iniziativa, in genere illogica e illiberale, proprio in funzione della difesa della libertà.

Ma non si vergognano? Dov'è il pudore? E soprattutto, dov'è il sano senso della dignità personale? Possibile che nessuno si dichiari mai offeso da simili affermazioni in difesa di azioni opprimenti, demagogiche e troppo spesso profondamente inutili? Dove sono finite le idee e i sentimenti? Già... si sono persi. Sono prigionieri nei cuori di pochi, che non hanno il diritto di esprimerli, che non possono trovare ascolto, che non sanno a chi rivolgersi per dare un proprio sincero contributo.

 Ma è la nostra stessa democrazia che è malata e il nostro paese di conseguenza. Chi ha detto che per democrazia in Parlamento ci devono andare tutti? A chi serve un parlamentare gay o un rappresentante di quale che sia sindacato? Purtroppo neppure ai gay! A chi serve tutta quella schiera di piccoli fortunati notai, professori, magistrati e avvocati che scaldano la maggior parte dei seggi? A loro stessi. Ad avere parcelle più alte o posti di maggior prestigio. A essere nominati nei libri. A chi servono le maestrine che fanno numero per le quote rosa? A dire che ci sono un po' più di donne in Parlamento (Il Burkina Faso ne ha più di noi!)? Non serve a nessuno, neppure a quelli che essi pretendono di rappresentare. E sapete perché? Perché la rappresentanza democratica dovrebbe essere intesa come la difesa di una parte NON a scapito di un'altra. E invece non è così. Tutto è fatto sempre a scapito dell'altro. Tutto, anche il più stupido emendamento. Nulla è fatto per migliorare la situazione. E nessuno si è accorto che (lo si può dimostrare matematicamente) se io ho di più (più vantaggi più tutela, più qualsiasi cosa) e per questo l'altro ha di meno, nulla può avanzare. E tutto rimane statico, fermo su uno stesso punto. Cambia solo il centro intorno al quale gira il tutto. Non può esserci progressione. Non può esistere miglioramento in queste condizioni. Io ho vinto su di te. Ho ottenuto di più e quindi io sono bravo e ho fatto i miei interessi. Tu no. Questo è lo squallido riassunto di ciò che succede nella politica del nostro Parlamento.

E Prodi il grande, e tutto il suo governo, è riuscito a fare di più. E meglio. E' riuscito a dire che i ricchi dovevano piangere, dimenticandosi che, se i ricchi piangono, i poveri muoiono. L'altro giorno ho preso un taxi a Roma. Dopo le notizie del radiogiornale, il tassista mi ha detto: "Vede signora, io non ho nessuna istruzione. A 13 anni sono andato a lavorare. I miei genitori avranno fatto sì e no la terza elementare. Sono molto umile e penso semplice. Però c'è una cosa che ho capito da solo, anche se sono molto ignorante e giovane. Ho capito che se i ricchi non hanno più soldi io non faccio più nulla. Non ho dove andare. Non ho da lavorare e da guadagnare. E' perché sono ignorante che la vedo così o è Prodi che pensa le cose sbagliate? Mi sembra di pensare male, visto che nessuno esprime quello che io penso come io lo penso...". Era spontaneo, dolce e gentile e per nulla arrabbiato. Incredulo sì.

Prodi quindi non è peggio della maggior parte dei nostri politici. Fa, come molti, solo i suoi interessi per rimanere a galla. Non importa se galleggia nella merda... E gli altri (vedi D'Alema), più cresce il mare di merda e più sono felici. Prodi può affogare, ma loro prederanno il relais, come già hanno fatto nel 1999. E noi? Noi liberali, liberisti, libertari che facciamo? Certo, anche nel centrodestra non sono tutte stelle che brillano nel cielo! Tutt'altro per molti. Ma noi che siamo fuori dall'emiciclo, perché non siamo capapci di mobilitarci come si deve? Perché continuamo a scrivere grandi proteste, a produrre incredibili storielle e video e quant'altro du questo governo e sui politic di oggi e siamo incapaci di unirci sul serio? Secondo me perché ci siamo impigriti. Ci siamo abituati a lamentarci. Diamo per scontate le nostre idee e ahimé diamo per scontato il fatto che tanto nessuno ci vuole. Anzi, sempre più da quando la sinistra è tornata al governo, esiste la caccia alle streghe e noi ci rassegnamo, ce la contiamo su tra di noi e con questo siamo contenti.

Ma così non funziona! Così, anche noi abbiamo una bella fetta di responsabilità! Anzi forse la più grossa. E allora invece di sognare "nuove" idee, incominciamo a darci una mossa, a fare qualcosa. Qualsiasi cosa sensata. Vediamola in questo modo: diamoci una mossa con le nostre idee e i nostri sentimenti per fare il nostro interesse, che per una volta tanto da decenni, è anche l'interesse di questo paese che sta, oltre che peggiorando, perdendo il treno del mondo globale. Incominciamo a contribuire con qualsiasi iniziativa che esca dai canoni normali e che sia sulla scia delle nostre idee liberali. Non importa se iniziamo da ciò che non vorremmo. Non importa se non è un'iniziativa trascendentale. L'importante è iniziare! E soprattutto muoversi, muoversi, muoversi. Forse così, anche Berlusconi si risveglierà finalmente dal sonno del trauma e tornerà ad essere il Berlusconi che ce la messa tutta finché ha potuto.

Io ho iniziato con la firma per il manifesto dei Riformatori Liberali (www.riformatoriliberali.com), ma qualsiasi altra iniziativa fatemela conoscere e contate su di me! Smile

Posted by Free Sandy at 19:21:56 | Permanent Link | Comments (0) |