Giovedì 18 Gennaio 2007

PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE... A SINISTRA I MAESTRI

Ci sono alcuni aspetti caratteriali che accomunano i leaders delle sinistre europee, ed in particolare quelli italiano e francese, l’on Romano Prodi e la signora Segolène Royal (nonché suo marito, signor Hollande, leader dei socialisti  francesi) : l’imprudenza totale per quanto riguarda le proposte nei confronti dei propri concittadini – e talvolta anche nei confronti di altri paesi con i quali non c’entrano per niente – e l’estrema prudenza quando si tratta dei propri personali interessi.  Tutti ricordano che, in previsione delle ultime elezioni, a seguito delle quali, se la sinistra avesse vinto, esisteva il proposito di reintrodurre le imposte di successione, i coniugi Prodi si affrettarono ad effettuare una serie di donazioni ai propri figli, avvalendosi delle deprecate leggi del governo Berlusconi, che si progettava di abolire. Ora i coniugi Hollande-Royal, in previsione dell’adozione di severi provvedimenti fiscali nei confronti dei più abbienti (essi sono proprietari di alcuni immobili a Parigi ed altrove) qualora la sinistra avesse vinto, hanno provveduto a riunire il proprio patrimonio immobiliare in una società costituita ad hoc che consentirà loro – in forza delle leggi esistenti, per carità, non pensiamo male – sensibili risparmi fiscali, dal punto di vista delle imposte sul patrimonio e sulle plusvalenze. La conclusione che si può trarre da queste notizie sembra essere una sola: come saremmo tutti felici se le sinistre usassero nei confronti dei propri concittadini la stessa avveduta prudenza che usano verso se stessi !! 
Posted by Free Sandy at 22:24:53 | Permanent Link | Comments (0) |

NUOVO TEOREMA DI SVILUPPO?

La CGIA di Mestre, che ormai è diventato l’unico Ufficio Studi affidabile del nostro paese, ed i cui calcoli sono stati confermati anche dall’ISTAT, ha calcolato che circa il 50% del reddito di coloro che, bene o male, sono da annoverarsi fra i contribuenti, è eroso da tasse e contributi. Ciò conferma quanto da noi già dichiarato, su basi meno scientifiche, ma solo seguendo un  ragionamento logico, in una precedente occasione.

 

Questo sconcertante dato deriva dal fatto che, mentre le entrate dello Stato sono quelle effettivamente contabilizzate ogni anno, il PIL su cui vengono calcolati i coefficienti comprende anche una quota, stimata in sede ufficiale a circa il 15%, di “economia sommersa” e quindi non soggetta a prelievi fiscali o contributivi. Le stime per il 2006 sono anche più allarmanti: il prelievo sugli onesti (o sprovveduti ?) potrebbe raggiungere addirittura il 55%.

 

Questi dati, di per sé certamente terrificanti, non rappresentano però realisticamente il quadro della pressione fiscale totale, immediata o solo differita. Infatti, se il prelievo fiscale e contributivo rappresenta un peso di oltre il 50% sulle spalle dei contribuenti, che non è certamente tale da consentire un rilancio, sia pur modesto, dello sviluppo, ed è comunque tale da incentivare l’evasione, per correttezza occorre tenere conto non solo delle entrate fiscali, ma soprattutto delle uscite del settore pubblico: esse sono superiori alle entrate e provocano un deficit superiore al 3%, stimato per il 2006 oltre il 4%.

 

Questo deficit viene evidentemente finanziato ricorrendo alla emissione di titoli di Stato oppure ritardando oltre ogni limite il pagamento di somme dovute ai cittadini (il ministero dell’economia ha orgogliosamente comunicato qualche settimana fa che il rimborso ai contribuenti delle somme pagate in più è stato completato fino a tutto il 1998 !!). E questo debito viene di fatto gradualmente ridotto grazie all’inflazione: il valore nominale del debito resta immutato, il valore della moneta con cui viene ripagato diminuisce ogni anno di una percentuale ufficiale compresa fra il 2 ed il 3%, e di una percentuale reale – o se si preferisce “percepita” quando si va a fare delle spese – ben superiore. Basti considerare per esempio gli aumenti delle tariffe decise ufficialmente per rendersi conto del fenomeno.

 

Quindi anche il deficit di bilancio deve essere considerato come un incremento della pressione fiscale, sia pure con effetto dilazionato, che peserà per sempre su tutti i cittadini, compresi i non contribuenti, e che, grazie all’inflazione, la più iniqua delle tasse, graverà soprattutto sui più deboli, incapaci di trovare mezzi di difesa efficienti: sull’inflazione non è possibile evadere e neppure eludere.

Posted by Free Sandy at 22:22:35 | Permanent Link | Comments (0) |

SADDAM VALE DI PIU' DI 34.000 VITTIME DEL TERRORISMO?

Ieri l’ONU ha reso noto l’agghiacciante bilancio delle vittime civili in Irak nel solo anno 2006: oltre 34.000 persone innocenti – quasi cento al giorno, forse più di quanto riuscisse a fare lo stesso Saddam - assassinate senza processo, colpevoli soltanto di essersi trovate nel luogo sbagliato – mercato, università, moschea, caserma o semplicemente per strada – al momento sbagliato.

 

 Non risulta che questa orrenda contabilità abbia spinto il grande istrione Pannella a rinunciare ad un solo sfilatino e neppure ad un modesto cappuccino, né che abbia esternato la propria indignazione o il proposito di recarsi in Irak per convincere i terroristi a desistere dal loro deprecabile comportamento. E neppure il mite Prodi, sempre attento e severo quando si tratta di biasimare i comportamenti altrui, ha bofonchiato alcunché, né ha proposto una moratoria “universale” sugli atti di terrorismo.

 

La spiegazione di questo silenzio va forse cercata nel fatto che ciò che infastidisce queste anime candide è il fatto che la morte possa essere inflitta, nel rispetto della legge – per criticabile che sia, ma pur sempre legge – a dei veri criminali: “nessuno tocchi Caino” si proclama. Di Abele non interessa niente a nessuno.

 

E non si venga a dire che queste povere vittime sono la conseguenza della esecuzione di Saddam e di un paio dei suoi più efferati sicari: Saddam è stato giustiziato all’inizio di quest’anno, e la macabra contabilità resa nota dall’ONU si riferisce all’intero anno scorso.

Posted by Free Sandy at 22:09:31 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì 16 Gennaio 2007

ROMANO PRODI, O DELL’UMILTA’

  L’onorevole Romano Prodi non si è mai distinto per una particolare forma di umiltà, ed ha sempre dichiarato di voler fare le cose in grande. Salvo poi non esserci mai riuscito. Ultimamente, a seguito della esecuzione di Saddam e di due suoi stretti sicari, ha più volte manifestato la sua convinta ed assoluta contrarietà alla pena di morte, ciò che è evidentemente del tutto comprensibile e lecito. Naturalmente, nel desiderio di fare qualcosa di notevole ed importante, il Nostro si è fatto promotore di una richiesta all’ONU perché venga decisa una moratoria “universale” nei confronti di tale disumana pratica.  Quello che ci ha colpito non è stata la richiesta, ma la proposta che tale provvedimento abbia valore “universale”: è cosa abbastanza nota che l’universo è alquanto esteso, e non risulta che fra i compiti ed i poteri dell’ONU ci sia anche quello di occuparsi di questioni extraterrestri e di estendere il valore delle proprie decisioni anche agli abitanti di altri mondi, ammesso che ce ne siano. Forse, data la forte personalità del Nostro e l’ampiezza delle sue vedute, l’espressione valore “mondiale” o più semplicemente valore “per tutti i membri dell’organizzazione” sarebbe sembrata troppo limitativa e quindi atta ad ingenerare l’impressione che i suoi orizzonti non fossero abbastanza vasti.   Sempre a proposito della prosopopea del suddetto personaggio, proprio ieri, nel corso di un incontro a Lubiana per celebrare l’entrata della Slovenia nel club dell’euro, il Commissario Almunia si è permesso di ricordare a Prodi la necessità, riconosciuta da tutta l’Unione, che l’Italia riveda radicalmente il proprio sistema previdenziale, al fine di evitare grossi guai in un prossimo avvenire. La risposta del Nostro è stata a dir poco lapidaria: “so quello che devo fare”. Personalmente crediamo che un po’ più di diplomazia, tipo “la questione è nel nostro programma, dateci tempo” ecc. sarebbe stata più adatta. Purtroppo invece il Nostro, come è sua abitudine, ha voluto mettere in evidenza il fatto che Lui sa tutto e non è disposto a ricevere sollecitazioni da nessuno.  Si dà poi il caso che può darsi che egli sappia quello che deve fare – ne dubitiamo, perché chi decide tutto nel governo sono gli estremisti di sinistra con i quali, sia pur a malincuore, non vuole essere annoverato – ma sfortunatamente non basta sapere quello che si deve fare, occorre farlo, e su questo non si è affatto sbilanciato: del resto, finora ha dimostrato di saper solo fare danni, e forse non era il caso di farlo notare al Commissario, che si è permesso di ricordargli il pensiero della Commissione in merito all’andamento della politica economica del governo.  

Posted by Free Sandy at 11:02:16 | Permanent Link | Comments (0) |