Giovedì 18 Gennaio 2007
NUOVO TEOREMA DI SVILUPPO?
La CGIA di Mestre, che ormai è diventato l’unico Ufficio Studi affidabile del nostro paese, ed i cui calcoli sono stati confermati anche dall’ISTAT, ha calcolato che circa il 50% del reddito di coloro che, bene o male, sono da annoverarsi fra i contribuenti, è eroso da tasse e contributi. Ciò conferma quanto da noi già dichiarato, su basi meno scientifiche, ma solo seguendo un ragionamento logico, in una precedente occasione.
Questo sconcertante dato deriva dal fatto che, mentre le entrate dello Stato sono quelle effettivamente contabilizzate ogni anno, il PIL su cui vengono calcolati i coefficienti comprende anche una quota, stimata in sede ufficiale a circa il 15%, di “economia sommersa” e quindi non soggetta a prelievi fiscali o contributivi. Le stime per il 2006 sono anche più allarmanti: il prelievo sugli onesti (o sprovveduti ?) potrebbe raggiungere addirittura il 55%.
Questi dati, di per sé certamente terrificanti, non rappresentano però realisticamente il quadro della pressione fiscale totale, immediata o solo differita. Infatti, se il prelievo fiscale e contributivo rappresenta un peso di oltre il 50% sulle spalle dei contribuenti, che non è certamente tale da consentire un rilancio, sia pur modesto, dello sviluppo, ed è comunque tale da incentivare l’evasione, per correttezza occorre tenere conto non solo delle entrate fiscali, ma soprattutto delle uscite del settore pubblico: esse sono superiori alle entrate e provocano un deficit superiore al 3%, stimato per il 2006 oltre il 4%.
Questo deficit viene evidentemente finanziato ricorrendo alla emissione di titoli di Stato oppure ritardando oltre ogni limite il pagamento di somme dovute ai cittadini (il ministero dell’economia ha orgogliosamente comunicato qualche settimana fa che il rimborso ai contribuenti delle somme pagate in più è stato completato fino a tutto il 1998 !!). E questo debito viene di fatto gradualmente ridotto grazie all’inflazione: il valore nominale del debito resta immutato, il valore della moneta con cui viene ripagato diminuisce ogni anno di una percentuale ufficiale compresa fra il 2 ed il 3%, e di una percentuale reale – o se si preferisce “percepita” quando si va a fare delle spese – ben superiore. Basti considerare per esempio gli aumenti delle tariffe decise ufficialmente per rendersi conto del fenomeno.
Quindi anche il deficit di bilancio deve essere considerato come un incremento della pressione fiscale, sia pure con effetto dilazionato, che peserà per sempre su tutti i cittadini, compresi i non contribuenti, e che, grazie all’inflazione, la più iniqua delle tasse, graverà soprattutto sui più deboli, incapaci di trovare mezzi di difesa efficienti: sull’inflazione non è possibile evadere e neppure eludere.
SADDAM VALE DI PIU' DI 34.000 VITTIME DEL TERRORISMO?
Ieri l’ONU ha reso noto l’agghiacciante bilancio delle vittime civili in Irak nel solo anno 2006: oltre 34.000 persone innocenti – quasi cento al giorno, forse più di quanto riuscisse a fare lo stesso Saddam - assassinate senza processo, colpevoli soltanto di essersi trovate nel luogo sbagliato – mercato, università, moschea, caserma o semplicemente per strada – al momento sbagliato.
Non risulta che questa orrenda contabilità abbia spinto il grande istrione Pannella a rinunciare ad un solo sfilatino e neppure ad un modesto cappuccino, né che abbia esternato la propria indignazione o il proposito di recarsi in Irak per convincere i terroristi a desistere dal loro deprecabile comportamento. E neppure il mite Prodi, sempre attento e severo quando si tratta di biasimare i comportamenti altrui, ha bofonchiato alcunché, né ha proposto una moratoria “universale” sugli atti di terrorismo.
La spiegazione di questo silenzio va forse cercata nel fatto che ciò che infastidisce queste anime candide è il fatto che la morte possa essere inflitta, nel rispetto della legge – per criticabile che sia, ma pur sempre legge – a dei veri criminali: “nessuno tocchi Caino” si proclama. Di Abele non interessa niente a nessuno.
E non si venga a dire che queste povere vittime sono la conseguenza della esecuzione di Saddam e di un paio dei suoi più efferati sicari: Saddam è stato giustiziato all’inizio di quest’anno, e la macabra contabilità resa nota dall’ONU si riferisce all’intero anno scorso.


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