Giovedì 14 Dicembre 2006
Mercoledì 13 Dicembre 2006
PRODI, VISCO E LA PRECARIETA' DEL LORO PENSIERO...
La fervida immaginazione dei responsabili dei dicasteri economici (l’eccellente Padoa Schioppa, il vampiresco Visco e la nuova recluta Bersani) unitamente all’impareggiabile Prodi – che chiama le contestazioni “atti di maleducazione” – ne hanno pensato un’altra delle loro, nell’affannosa ricerca di soldi da poter sperperare per meschini motivi elettorali, o per stupida ma persistente cecità ideologica.
Si è infatti pensato di far beneficiare lo Stato dei tutti quei depositi bancari abbandonati e non più mossi da moltissimo tempo, per le più varie cause: decesso dei titolari senza eredi, trasferimenti, espatri, perdita di coordinate eccetera. Si tratta di somme che, a seconda da quanto tempo debbono essere abbandonati per poter essere considerati espropriabili, vengono stimati dalle varie fonti fra i cinque ed i quindici miliardi. Un importo molto cospicuo, pari nella valutazione massima a circa metà della pesantissima manovra prevista per il 2007, e che per di più rappresenta una vera e propria entrata straordinaria, destinata a non ripetersi se non in minima parte negli anni successivi, e che in definitiva non colpisce altri che le banche, dato che i proprietari di tali fondi non se ne sono più interessati da molto tempo, ed è come se non li avessero.
Sarebbe quindi un’ottima occasione per destinare questi insperati fondi a diversi scopi, tutti di grande interesse al fine del riequilibrio della situazione economica e finanziaria del paese,ed al rilancio della sua asfittica economia:
·Destinarli alla riduzione del debito pubblico, con conseguente diminuzione dell’onere per interessi in un periodo di tassi crescenti
·Destinarli ad un deciso miglioramento delle infrastrutture (ferrovie, autostrade, porti ecc.), trattandosi di veri fondi disponibili molto rapidamente e non di più o meno vacue speranze di incasso, incrementando in modo significativo l’occupazione produttiva
·Destinarli ad un alleggerimento dei pesanti oneri fiscali aggiuntivi previsti dalla finanziaria 2007, dando così una mano al rilancio dell’economia.
Come hanno invece pensato di utilizzare queste entrate di carattere certamente non strutturale? Alla assunzione di precari nell’amministrazione dello stato. Non è chiaro se si tratta della messa in ruolo di precari che già lavorano nell’organizzazione statale: in tal caso, dato che bene o male in qualche modo essi già sono pagati, non si vede come siano necessarie cifre da capogiro per sistemarli. Se invece si tratta di assumerne qualche centinaio di migliaia di nuovi, ci permettiamo di dubitare della saggezza di una tale proposta.
E’ noto infatti che la struttura burocratica italiana soffre di assoluta inefficienza, dovuta essenzialmente ad una grave forma di elefantiasi, e non si vede come si possa pensare di renderla più efficiente assumendo altri burocrati – naturalmente a vita -. D’altra parte, non sembra che si pensi, per esempio, a rinforzare le forze dell’ordine le uniche che non dispongono di mezzi adeguati per fronteggiare il grave degrado sociale del paese – malavita organizzata (esiste anche una malavita disorganizzata?), droga, omicidi, estorsioni, rapine, immigrazione clandestina, e chi più ne ha più ne metta .
No, l’intento evidente è quello di procurarsi, attraverso delle nuove assunzioni clientelari, dei bacini di voti, anche se ciò può significare un regresso del paese verso il sottosviluppo e l’imbarbarimento della vita sociale ed economica italiana.
Gli autori di questa pensata sono tutti economisti ritenuti (a torto o a ragione) illustri: tuttavia non sono in grado di comprendere che non si possono finanziare incrementi strutturali di spesa con entrate straordinarie. In definitiva si può concludere che con questa operazione si cerca sì di eliminare la precarietà, ma non quella dei cittadini, bensì quella di questa maggioranza e del governo che ne è l’espressione, puntellandolo in modo certamente non ortodosso, ma nelle loro speranze, redditizio.

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