Martedì 06 Febbraio 2007

Pensieri sul clima...

Si è appena concluso a Parigi un grande convegno, promosso dall’ONU, avente per oggetto lo stato del pianeta e le prospettive future del suo clima, alla luce delle ipotesi di progressivo riscaldamento del globo, dovuto essenzialmente, a parere degli ”esperti”, alle attività umane. Naturalmente, come era da aspettarsi, è stato emesso un comunicato con previsioni estremamente preoccupate e preoccupanti sul futuro della nostra atmosfera.  Lasciando da parte la constatazione che in fondo una affermazione del genere dà un po’ l’impressione che si sopravvalutino un tantino le capacità dell’uomo di influire, in modo positivo o negativo, sulle condizioni del nostro pianeta, vale la pena di fare alcune considerazioni. Evidentemente lo stato delle conoscenze relative all’atmosfera, ai movimenti delle masse d’aria e delle correnti marine, all’influenza dell’attività solare sul nostro pianeta non è poi così avanzato ed affidabile. Recenti osservazioni, per esempio, hanno permesso di constatare che negli ultimi anni la temperatura di vari pianeti del sistema solare (Marte, Giove, Saturno, ecc.) è aumentata di vari gradi. Dato che non risulta che su quei pianeti sia in atto una intensa attività industriale, e non si ha notizia di un violento incremento della circolazione di mezzi mossi da derivati del petrolio, si può avanzare legittimamente l’ipotesi che le cause del generale riscaldamento del nostro pianeta non siano troppo diverse da quelle che agiscono sugli altri pianeti, e quindi che la causa non vada cercata unicamente nelle attività umane, ma piuttosto in qualche influenza ancora mal conosciuta dell’attività solare. Circa mille anni fa, quando i vichinghi scoprirono la Groenlandia, la chiamarono così (terra verde) perché evidentemente era coperta di vegetazione ed i suoi  ghiacciai erano molto meno estesi di adesso. Proprio in quegli anni Venezia iniziava la propria espansione verso il bacino del Mediterraneo, senza essere stata sommersa dall’aumentato livello del mare.  Si sa che i meteorologi fanno le loro previsioni basandosi su algoritmi ed equazioni estremamente complicati. Però anche in questo caso, quale sicurezza abbiamo che tali calcoli riflettano veramente la realtà ? E quanti parametri solo stimati od ipotetici vengono immessi nei calcoli per ottenere dei risultati ? Vale la pena di ricordare che se in un calcolatore, anche il più avanzato del mondo, si immette spazzatura, ne esce spazzatura. Sembra strano che i meteorologi facciano con tanta sicumera delle allarmanti previsioni su come sarà lo stato della Terra fra venti, trenta, cinquanta o cento anni, quando essi non sono in  grado di dire con ragionevole attendibilità che tempo farà domenica prossima, o, peggio ancora, fra due mesi. L’incertezza delle previsioni a breve fa ovviamente dubitare di quelle a più lungo termine. Forse non si sbaglia troppo, in campo previsionale meteorologico, se ci si attiene al vecchio proverbio montanaro veneto: “quando il monte g’ha el capel, o che piove o che fa bel”.
Posted by Free Sandy at 19:05:30 | Permanent Link | Comments (1) |
Commenti
1 - E' molto interessante lo studio sulle temperature degli altri pianeti del sistema sorale. Non ne ero a conoscenza. Sapresti indicarmi quale studio? Vorrei citarlo in un articolo che sto scrivendo.
Contattami anche in privato se preferisci.
A.Pe. (Comment this)

Written by: Andrea Pergola at 2007/02/08 - 18:53:07
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