SADDAM VALE DI PIU' DI 34.000 VITTIME DEL TERRORISMO?
Ieri l’ONU ha reso noto l’agghiacciante bilancio delle vittime civili in Irak nel solo anno 2006: oltre 34.000 persone innocenti – quasi cento al giorno, forse più di quanto riuscisse a fare lo stesso Saddam - assassinate senza processo, colpevoli soltanto di essersi trovate nel luogo sbagliato – mercato, università, moschea, caserma o semplicemente per strada – al momento sbagliato.
Non risulta che questa orrenda contabilità abbia spinto il grande istrione Pannella a rinunciare ad un solo sfilatino e neppure ad un modesto cappuccino, né che abbia esternato la propria indignazione o il proposito di recarsi in Irak per convincere i terroristi a desistere dal loro deprecabile comportamento. E neppure il mite Prodi, sempre attento e severo quando si tratta di biasimare i comportamenti altrui, ha bofonchiato alcunché, né ha proposto una moratoria “universale” sugli atti di terrorismo.
La spiegazione di questo silenzio va forse cercata nel fatto che ciò che infastidisce queste anime candide è il fatto che la morte possa essere inflitta, nel rispetto della legge – per criticabile che sia, ma pur sempre legge – a dei veri criminali: “nessuno tocchi Caino” si proclama. Di Abele non interessa niente a nessuno.
E non si venga a dire che queste povere vittime sono la conseguenza della esecuzione di Saddam e di un paio dei suoi più efferati sicari: Saddam è stato giustiziato all’inizio di quest’anno, e la macabra contabilità resa nota dall’ONU si riferisce all’intero anno scorso.

