ROMANO PRODI, O DELL’UMILTA’
L’onorevole Romano Prodi non si è mai distinto per una particolare forma di umiltà, ed ha sempre dichiarato di voler fare le cose in grande. Salvo poi non esserci mai riuscito. Ultimamente, a seguito della esecuzione di Saddam e di due suoi stretti sicari, ha più volte manifestato la sua convinta ed assoluta contrarietà alla pena di morte, ciò che è evidentemente del tutto comprensibile e lecito. Naturalmente, nel desiderio di fare qualcosa di notevole ed importante, il Nostro si è fatto promotore di una richiesta all’ONU perché venga decisa una moratoria “universale” nei confronti di tale disumana pratica. Quello che ci ha colpito non è stata la richiesta, ma la proposta che tale provvedimento abbia valore “universale”: è cosa abbastanza nota che l’universo è alquanto esteso, e non risulta che fra i compiti ed i poteri dell’ONU ci sia anche quello di occuparsi di questioni extraterrestri e di estendere il valore delle proprie decisioni anche agli abitanti di altri mondi, ammesso che ce ne siano. Forse, data la forte personalità del Nostro e l’ampiezza delle sue vedute, l’espressione valore “mondiale” o più semplicemente valore “per tutti i membri dell’organizzazione” sarebbe sembrata troppo limitativa e quindi atta ad ingenerare l’impressione che i suoi orizzonti non fossero abbastanza vasti. Sempre a proposito della prosopopea del suddetto personaggio, proprio ieri, nel corso di un incontro a Lubiana per celebrare l’entrata della Slovenia nel club dell’euro, il Commissario Almunia si è permesso di ricordare a Prodi la necessità, riconosciuta da tutta l’Unione, che l’Italia riveda radicalmente il proprio sistema previdenziale, al fine di evitare grossi guai in un prossimo avvenire. La risposta del Nostro è stata a dir poco lapidaria: “so quello che devo fare”. Personalmente crediamo che un po’ più di diplomazia, tipo “la questione è nel nostro programma, dateci tempo” ecc. sarebbe stata più adatta. Purtroppo invece il Nostro, come è sua abitudine, ha voluto mettere in evidenza il fatto che Lui sa tutto e non è disposto a ricevere sollecitazioni da nessuno. Si dà poi il caso che può darsi che egli sappia quello che deve fare – ne dubitiamo, perché chi decide tutto nel governo sono gli estremisti di sinistra con i quali, sia pur a malincuore, non vuole essere annoverato – ma sfortunatamente non basta sapere quello che si deve fare, occorre farlo, e su questo non si è affatto sbilanciato: del resto, finora ha dimostrato di saper solo fare danni, e forse non era il caso di farlo notare al Commissario, che si è permesso di ricordargli il pensiero della Commissione in merito all’andamento della politica economica del governo.

