A proposito di finanziaria
Fra le misure previste dalla finanziaria, pur con tutte le esitazioni e continue variazioni cui questa brancaleonica maggioranza ci ha abituati, figura il sequestro (altri parlano di scippo) del TFR maturato presso le aziende, e che costituisce un vero e proprio salario differito di spettanza dei lavoratori. In altre parole esso rappresenta un credito, esigibile, in determinate condizioni, in qualsiasi momento.Tralasciando tutte le considerazioni già fatte da altri sulla liceità di un simile provvedimento, sui danni che esso può provocare dal punto di vista finanziario alle imprese, soprattutto se di non grandi dimensioni, ai costi aggiuntivi e altro, vale la pena di soffermarsi su alcuni punti. Innanzi tutto, se si tratta semplicemente di sostituire al debitore azienda il debitore INPS, non si capisce come questa operazione possa migliorare i conti dello stato, se non dal punto di vista della tesoreria. A fronte di questo introito l’INPS dovrà quindi, per correttezza contabile ed amministrativa, iscrivere un debito. Ma che cosa farà con questi soldi ? Acquisterà nuovi faraonici palazzi per uffici ? oppure acquisterà palazzi di abitazione da affittare a prezzo di favore ad alcuni ben noti amici degli amici ? O ancora trasformerà un risparmio (dei lavoratori) in consumi, attraverso l’assunzione di nuove schiere di impiegati e funzionari ? A qualunque impiego vengano destinati questi fondi, è certo che si tratterà o di consumi – e quindi i fondi stessi spariranno – oppure ad investimenti non facilmente smobilizzabili quando fosse necessario restituirli ai legittimi proprietari. A meno che l’idea sia quella di investirli in partecipazioni azionarie, con la conseguenza di dotare i sindacati – che sono i veri gestori dell’INPS – di uno spropositato potere nei confronti di alcune aziende alle quali parteciperanno. Esiste naturalmente una terza ipotesi, che sembra assolutamente coerente con lo spirito di questa maggioranza. Non dimentichiamoci che l’on Prodi, da candidato premier, affermò pubblicamente nel corso di un dibattito televisivo che scopo suo era quello di dare felicità ai cittadini, e che comunque la felicità è un fatto interiore, che non ha niente a che fare con i quattrini. Forse si pensa a qualche modo per far seguire al sequestro la confisca di questi denari dei lavoratori, per sostituirli con qualche titolo cartaceo del Tesoro, o peggio ancora addirittura ad accrescere la felicità dei lavoratori non restituendo loro più nulla.

