Giovedì 26 Ottobre 2006

VI SIETE ACCORTI CHE....

 Il Ministro degli Interni – ritenuto una delle menti più lucide del governo attuale – ha proposto una sua originale  soluzione per ridurre il numero dei clandestini nel nostro paese.  La soluzione sarebbe quella di attribuire un premio in denaro a coloro che accetterebbero pacificamente il rimpatrio. Tralasciando la considerazione che i clandestini dovrebbero essere rimpatriati e basta, in  quanto violano la nostra legge, e quindi debbono subirne le conseguenze, a noi sembra che questa soluzione – che fra l’altro costerebbe al contribuente italiano, che già paga per mantenere le forze di polizia, la magistratura, le capitanerie ecc. che dovrebbero occuparsi direttamente del problema – sia stata ispirata dal principio della “porta rotante” in funzione in molti alberghi od in certi uffici e centri commerciali. Si entra da una parte e poi, se non si sta attenti o lo si vuole esplicitamente, ci si ritrova nuovamente fuori.  In fondo con questa trovata sicuramente molto astuta e “lucida”, si potrebbero risolvere i problemi occupazionali dei clandestini stessi, e senza ricorrere al “nero”. Basterebbe infatti che, dopo aver accettato l’incentivo ed essere rimpatriato, il soggetto si ripresentasse nuovamente come clandestino per riscuotere un nuovo incentivo e così via. Sarebbe anche possibile per gli scafisti emettere biglietti di andata e ritorno, prepagati dalle nostre autorità, o addirittura, per i più volonterosi, emettere degli abbonamenti. In definitiva, si sarebbe eliminata l’occupazione in “nero” e si potrebbe addirittura regolarizzare l’attività degli scafisti, con tariffe concordate eccetera eccetera.   Solo i più beceri sostenitori delle attuali normative non apprezzerebbero  la brillantezza di questa trovata, che influenzerebbe anche il benessere economico generale del paese, favorirebbe il mantenimento dell’ordine pubblico e renderebbe più pacifica la convivenza con gli immigrati.     ____________________________________________ 

 

Un’altra brillante proposta formulata di questi tempi da alcuni sostenitori dell’attuale maggioranza prevede la concessione del permesso di soggiorno ai detenuti extracomunitari che in carcere mantengono una buona condotta. Ovviamente il beneficio sarebbe riservato esclusivamente ai detenuti clandestini, perché gli altri già sono in possesso del permesso di soggiorno. Qualora si adottasse questa proposta, si offrirebbe agli immigrati clandestini una scorciatoia per l’ottenimento del permesso di soggiorno: basterebbe delinquere e poi comportarsi bene per il tempo necessario. Niente più defatiganti code, presentazione di documenti non sempre facilissimi da reperire, attese interminabili: mentre si attende che la propria situazione venga regolarizzata si sarebbe anche mantenuti a spese dello stato: tanto i soldi abbondano… La più elementare riflessione in  merito riguarda il fatto che, non solo in questo caso, ma in ogni caso di detenzione per reati commessi si prende sempre in grande considerazione il contegno del detenuto stesso, la così detta “buona condotta”. Purtroppo non si prende nella stessa considerazione il contegno fuori dal carcere. In sostanza sembra che sia opportuno mantenere buona condotta dentro il carcere, per avere poi la possibilità, una volta liberi, di mantenere una pessima condotta fuori.    ______________________________________________    

 

Il Vice-Ministro Visco ha recentemente proposto una serie di regole per combattere l’evasione fiscale, che pare affliggere oltremisura le finanze del paese. Si tratta di un testo di ben 55 regole, fra le quali manca la regola più importante, già sperimentata con successo in molti casi ed in molti paesi: l’evasione si combatte efficacemente soprattutto riducendo la pressione fiscale, cosa ottenibile solo con una riorganizzazione totale dello stato, in modo da ricondurre a livelli tollerabili le spese, eliminando gli sprechi e soprattutto le diffusissime forme di parassitismo, spesso nepotistiche. Comunque al di là di ogni altra considerazione risalta il fatto che per regolamentare un solo fenomeno (l’evasione) Visco ha ritenuto necessario prescrivere ben 55 norme. Qualche millennio fa il Padreterno aveva riassunto tutto con solo dieci norme, che sono in vigore anche adesso. Evidentemente, qualunque sia l’opinione personale del vice ministro su se stesso, come Padreterno ha ancora parecchio da studiare.   

 

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Sembra che il Segretario della CGIL, Epifani, parafrasando la celebre frase di Radames nell’Aida, quando parla del governo in carica usi l’espressione “l’esercito di Prodi, da me guidato”.  
Posted by Free Sandy at 12:39:31 | Permanent Link | Comments (0) |
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